Space Economy, Battiston: “Il futuro è on demand”

ROMA  – Un servizio su misura per il cliente ottenuto grazie ai dati forniti dalle tecnologie spaziali. È il futuro della Space Economy delineato dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, durante il convegno ‘Applicazioni integrate. Un modello italiano per la New Space Economy’ nell’ambito delle seconda edizione di Primavera dell’Innovazione.

L’Italia è sul podio degli investimenti pubblici dedicati all’economia dello Spazio, con 19 milioni nel biennio 2015-2017, dopo Gran Bretagna (60 milioni) e prima della Germania (16 milioni). Quello che serve ora è “mettere a sistema le opportunità”, spiegano gli organizzatori dell’evento, Consorzio Hypatia e KetLab (insieme ad Esa e Asi). Il futuro è quello “della diversificazione e personificazione del servizio”, spiega Battiston. Anche quando si tratta di Spazio.

LEGGI ANCHE Idee, entusiasmo e capacità di rischio: così si arriva al futuro VIDEO

“Crescono sempre di più le pmi che fanno questo- prosegue-. Nasce un ruolo sempre maggiore per le realtà più piccole”. Il servizio “funziona bene quando è costruito su misura, quando è on demand”, spiega.

L’Italia è il terzo contributore dell’Esa e la sesta potenza mondiale in fatto di Spazio, ma “è il primo Paese in Europa a investire nel passo successivo”, precisa il presidente Asi, che auspica l’approvazione anche alla Camera del ddl Aerospazio, passato al Senato con larga approvazione.

Intorno alla Terra “orbitano 300 satelliti geostazionari, che producono ricavi per 23 miliardi di dollari. È l’8/9% di fatturato complessivo del settore Spazio nel mondo, a cui si aggiungono 92 miliardi di indotto dalle applicazioni delle bande disponibili – commenta Battiston”, il passo successivo è ora quello di fornire un servizio personalizzato.

CALENDARIO