Space Economy? A Pechino se ne discute a Glex 2017

ROMA  – E’ in corso a Pechino Glex 2017, la manifestazione dell’International Austronautical Federation dedicata all’esplorazione dello Spazio.

La Giornata del 7 giugno è stata dedicata al convegno organizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana. Il tema? Il ruolo che la Space Economy dovrà avere per il futuro dell’esplorazione spaziale, in particolare di quella umana.

I PARTECIPANTI

Sull’argomento si sono confrontati il presidente dell’ASI, Roberto Battiston, i capi delle agenzie spaziali francese (CNES) Jean -Yves Le Gall, tedesca (DLR) Pascale Ehrenfreund, il segretario generale dell’Agenzia Spaziale Cinese (CSNA) Yulong Tian, e inoltre, l’ex atronauta Sergei Krikalev, Direttore del Volo Umano per l’agenzia russa Roscosmos, Yasuyuki Ito, Direttore Generale Associato dell’Agenzia Spaziale Giapponese, JAXA, il capo della Pianificazione strategia per l’esplorazione dell’ESA Bernhard Hufenbach. A moderare Maria Cristina Falvella, a capo delle Strategie e della Politica Industriale dell’ASI.

LA SPACE ECONOMY

La Space Economy ha messo in luce come il settore dati, quelli provenienti dallo Spazio, sia ad oggi il principale carburante di questa nuova e promettente economia.

Il tema però è quello di riuscire a sviluppare tutte le potenzialità economiche del settore senza che i suoi rigidi concetti, il ritorno finanziario in primis, finisca per condizionare le politiche spaziali.

Il mondo sta cambiando: il settore dei lanciatori e dei satelliti, in particolare di telecomunicazione ma anche di osservazione della terra, è maturo e la stessa esplorazione umana profonda, quella verso la Luna o Marte, sembra avere molte attrattive economiche.

Resta vero, come sottolineato dai relatori, che non sia facile definire i possibili benefici delle attività spaziali, che, oltretutto, prevedono investimenti a lungo termine.

Secondo Jean-Yves Le Gall, Innovazione, Cooperazione e Esplorazione sono le tre parole fondanti perché la sinergia tra l’economia e la ricerca e l’innovazione tecnologica del settore spaziale possa concretamente svilupparsi.

Più certo sulle potenzialità di sviluppo della Space Economy il presidente dell’ASI Roberto Battiston: “Sapere il ritorno economico delle attività spaziali è difficile e non sta a noi. Ma sta alle agenzie spaziali indicare le potenzialità del settore, illustrarle al mondo politico e imprenditoriale, perché investano nel settore spaziale, possano e sappiano sfruttarne i ritorni economici”.

L’IMPORTANZA DELLA ‘VISIONE’

Battiston ha fatto l’esempio di Steve Jobs, anche lui non aveva nessuna certezza, ma una visione di quello che sarebbe accaduto e che avrebbe ottenuto se avesse lavorato con convinzione.

“Oggi – prosegue Battiston – ci troviamo di fronte a realtà che appena qualche anno fa non erano ipotizzabili. Si è passati dai grossi satelliti ai micro, dai lanciatori costosi ai riutilizzabili, la stessa esplorazione spaziale è diventata interessante dal punto di vista commerciale. E in più – conclude – oggi abbiamo la possibilità, grazie allo sviluppo tecnologico, di sfruttare ampiamente un’infrastruttura spaziale importante come la Stazione Spaziale Internazionale”.

Sulla quale, ha ricordato Battiston, tornerà a breve l’astronauta italiano dell’ESA Paolo Nespoli, impegnato in numerosi esperimenti, gran parte selezionati dall’ASI e dedicati alle scienze della vita.

L’IMPEGNO DI ASI

In mattinata convegno dedicato all’esplorazione umana dello spazio con la partecipazione di Silvia Ciccarelli, delegata ASI al consiglio dell’ESA dedicato a Human Spaceflight and Microgravity.

“ASI è fortemente impegnata nel progetto globale di cooperazione nell’esplorazione spaziale attraverso la sua attiva partecipazione ai principali fori di lavoro internazionale come l’ISECG (International Space Exploration Cooperation Group)- spiega Ciccarelli -. Uno dei punti più interessanti che sono stati oggetto di dibattito nel Panel è stato quello relativo al coinvolgimento degli attori privati nelle attività di Space Exploration”.

ASI “incoraggia il coinvolgimento dei privati, tuttavia mentre nelle orbite basse (LEO) esiste già un ecosistema commerciale, nello spazio profondo il coinvolgimento dei privati è più complicato a causa dei rischi, dell’entità degli investimenti necessari e dei tempi di ritorno degli investimenti. Per questo è importante adottare delle politiche volte a massimizzare gli impatti socio-economici delle attività di esplorazione spaziale. Le agenzie spaziali possono adottare strategie volte ad incoraggiare la partecipazione dei privati e a massimizzare lo sfruttamento delle tecnologie sviluppate e degli asset realizzati, ad esempio attraverso nuovi approcci di procurement, l’identificazione di Key Performance Indicators, politiche legate alla proprietà intellettuale dei risultati e al trasferimento tecnologico”.

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