Copernicus e Galileo, lo Spazio unisce l’Europa VIDEO

ROMA  – Ambiente e sicurezza, ma anche benessere dei cittadini e sviluppo: sono le principali rotte seguite dai programmi spaziali di osservazione satellitare della Terra. Fari puntati su Copernicus e Galileo, programmi che uniscono l’Europa.

Il ruolo dello Spazio per l’Europa è stato celebrato con due incontri nella Capitale. ‘Space policy for Eu integration’ è il nome dell’evento nato nell’ambito della celebrazione per i 60 anni dei Trattati di Roma.


LE DUE GIORNATE

Mercoledì 14 sono state presentate le prime immagini del satellite Sentinel 2B del programma Copernicus, alla presenza dei vertici istituzionali dello Spazio e della Commissione europea. All’incontro ha preso parte anche il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio che ha raccontato l’alleanza con l’Esa e l’Asi per gli interventi in caso di catastrofe naturale.

Curcio ha portato l’esempio dell’uso di 74 mappe satellitari (e 19 aeree) per monitorare l’area del Centro Italia colpita al terremoto, a partire dalla scossa del 24 agosto che distrusse Amatrice, passando per quella di Norcia del 30 ottobre fino alle scosse di metà gennaio nelle stesse zone. Non solo. Gli occhi dei satelliti sono stati usati anche dopo il naufragio della Costa Concordia e per l’emergenza Xylella.

Il discorso della ministra Fedeli

Giovedì 15, in Campidoglio, la celebrazione a cui ha preso parte anche la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

La strategia spaziale per l’Europa, ha detto la ministra, è “ambiziosa e, in quanto tale, dovrà essere accompagnata da un ugualmente ambizioso piano finanziario per i prossimi anni”.

Un budget “per lo Spazio che possa garantire, tra le altre cose, lo sviluppo dei mercati downstream, strettamente legati alla continuazione di Galileo e Copernicus; il consolidamento di un accesso autonomo, affidabile e sostenibile allo spazio, attraverso l’utilizzo dei lanciatori europei Vega e Ariane; la continua attività di ricerca e innovazione, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie; la trasformazione in veri e propri programmi dell’Unione europea, con un budget dedicato, di iniziative quali quella relativa alla Sorveglianza e al Tracciamento Spaziale per proteggere le infrastrutture europee dai detriti spaziali; e, non ultimo, l’avvio di nuove iniziative quali Govsatcom, per assicurare l’accesso a servizi di comunicazione sicuri, efficienti e cost-effective per tutti gli attori istituzionali europei”.

“Il sostegno alla space economy– ha concluso Fedeli- è fondamentale per la creazione di nuove aziende, start up e piccole e medie imprese. Non è un caso che questo sia infatti previsto nella strategia spaziale nazionale, che in Italia è già stata avviata con successo, affidando all’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, il ruolo di architetto di sistema”.

TRASPORTI E CONTROLLO VIA SATELLITE

L’Agenzia DIRE ha parlato in particolare di Copernicus e Galileo con Mauro Facchini, Dg Enterprise and Industry, Head of Space della European Commission.

Copernicus “consente di osservare, attraverso alcuni satelliti, fenomeni terrestri come la qualita’ dell’aria, condizione dei mari o fenomeni geologici e atmosferici (terremoti, slavine) per valutare la ‘salute’ del nostro pianeta”. Tra le altre cose, questi strumenti “ci permettono di intervenire in situazioni di emergenza come nel caso del terremoto di Amatrice dove i dati furono messi a disposizione della Protezione civile”.

Non solo, sottolinea ancora Facchini, “Copernicus ci permette di intervenire anche nell’ambito dei cambiamenti climatici: le osservazioni satellitari ci permettono di vedere come nel nostro Pianeta stia cambiando. E quindi l’innalzamento del livello dei mari o lo scioglimento progressivo della ‘calotta’ polare”.

Galileo invece, “e’ la grande struttura” nel campo delle navigazioni: con il tempo sostituira’ il gps e migliorera’ la capacita’ di orientarsi nella quotidianita’. Aprira’ quindi la strada ai trasporti controllati dai satelliti: automobili automatiche, aerei ‘guidati’ sia in fase di atterraggio che di partenza.

Roberto Battiston, presidente Asi, ha sottolineato il ruolo delle infrastrutture spaziali nell’apporto alle conoscenze scientifiche, specie in ambito ambientale.

“L’Unione europea- ha aggiunto Battiston – in questi anni ha aumentato in modo impressionante la sua attivita’ nel settore. Oggi parliamo di variazioni climatiche della Terra non piu’ per sentito dire ma grazie a un’analisi scientifica e obiettiva dei dati e’ in gran parte merito di queste applicazioni. In questo l’Europa ormai e’ all’avanguardia”.

“Questi due sistemi- ha concluso il presidente Asi- si riveleranno utili per l’economia, per l’ambiente e per la societa’ grazie all’Unione europea che ne e’ attore principale”.

Battiston ha anche ricordato il ruolo importante svolto dall’Italia grazie alla costellazione Cosmo Skymed: quattro satelliti radar che forniscono una “qualità di monitoraggio ambientale straordinaria”.

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