Per l’Europa si avvicina l’accesso autonomo allo Spazio

firma_space_riderROMA  – Il veicolo spaziale europeo Space Rider, un sistema di rientro senza equipaggio capace di essere riutilizzabile, ha visto un ulteriore passo verso la sua realizzazione con la sigla del contratto tra l’Agenzia Spaziale Europa e i co-contractor, Thlaes Alenia Space (Thales-Leonardo) e la ELV (European Launch Vehicle, società costituita da Avio e dall’Agenzia Spaziale Italiana) per la progettazione e lo sviluppo preliminare del sistema di trasporto.

Fortemente voluto dall’ASI, Space Rider è la diretta evoluzione della capsula di rientro europea IXV, realizzata in Italia con il sostegno dell’ASI, che ha effettuato il suo volo di prova nel febbraio 2015. Il sistema vedrà un importante ruolo del CIRA, fino allo sviluppo e all’incremento delle applicazioni di telecomunicazioni satellitari. Space Rider sarà lanciato dallo spazioporto europeo della Guyana Francese a bordo del lanciatore dell’ESA VEGA nella sua nuova versione C.

“Lo sviluppo di Space Rider rappresenta – ricorda il Presidente dell’ASI, Roberto Battiston – una grande opportunità per l’ESA e per la Strategia Europea Spaziale. Space Rider deriva da due grandi successi dell’ESA basati sul contributo determinante dell’industria italiana, il lanciatore VEGA con il motore Avum e la navetta IXV, che ha compiuto con successo nel 2015 il primo lancio orbitale con reingresso atmosferico e ammaraggio”.

“Space Rider – prosegue Battiston – potrà operare nello spazio per vari mesi, realizzando esperimenti con strumentazione che potrà poi tornare a terra, aprendo anche la strada alla costruzione di materiali in condizioni di microgravità e segnando l’inizio dell’industria europea 5.0 nello spazio, con potenziali importanti ritorni economici”

“Contemporaneamente è stato firmato – continua il Presidente dell’ASI – l’importantissimo contratto su VEGA-E, dove E sta per Evolution, che riguarda lo sviluppo evolutivo del lanciatore VEGA-C, basato sullo sviluppo di un nuovo motore a ossigeno-metano liquido per lo stadio superiore del VEGA, che sarà disponibile nella prima metà degli anni venti, aumentando sostanzialmente la flessibilità del VEGA-C e rendendolo idealmente adatto alla messa in orbita contemporanea di diversi satelliti di taglia diversa su varie orbite”.

“Sono particolarmente contento della firma di questo contratto – conclude Battiston – che vede impegnata gran parte della straordinaria filiera industriale italiana e rappresenta il punto di arrivo di una strategia messa in campo nel corso dei Consigli Ministeriali ESA del 2014 e del 2016”.

Fonte: Agenzia spaziale italiana (Asi)

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