Sempre più Italia nel segmento dei minisatelliti

Sabato 5 maggio a bordo di Atlas V in partenza dalla rampa di Vandenberg sulla costa californiana dell’Oceano Pacifico ci saranno anche Marco A e Marco B. Due minisatelliti che seguiranno Insight nel suo tragitto attraverso lo spazio se sopravviveranno al viaggio, ognuno di loro è equipaggiato con delle antenne pieghevoli ad alto guadagno per trasmettere i dati appena la sonda entrerà nell’atmosfera marziana per atterrare.

Piccoli, multifunzionali e soprattutto lowcost. Si comprende facilmente come il futuro appartenga sempre più ai satelliti in miniatura destinati ad implementare i servizi sia per le imprese private sia per enti pubblici. In questo nuovo segmento, da quest’anno, ci sarà anche un frammento italiano grazie all’accordo chiuso dalla pugliese Sitel con Ariane Space per il lancio nel 2019 del nuovo satellite Striving con il lanciatore made in Italy Vega. In particolare Sitael sperimenterà, dal Guiana Space Center, l’Ssms, small spacecraft mission service, un nuovo sistema di lancio multiplo ideato per piccoli satelliti.

Sitael ha progettato un nuovo servizio commerciale ‘one stop shop’, chiamato Striving, che offre a enti, sia pubblici che privati, un accesso allo spazio veloce e a costi competitivi, per validare in orbita nuove tecnologie. Il primo satellite di questo nuovo servizio orbiterà a circa 500 chilometri dalla terra per almeno due anni e ospiterà a bordo una serie di strumenti hi-tech creati in collaborazione con Esa e Asi. Quello che sarà lanciato con Ariane Space è il terzo dei cinque satelliti attualmente in orbita nel corso del 2018 con i provider americani di Space X e VirginOrbit, mentre gli altri sono i primi satelliti del programma Platino che prevede lo sviluppo di un innovativo satellite da 200 kg per un’ampia gamma di applicazioni spaziali.

L’accordo siglato a Mola di Bari rappresenta solo una parte di un programma ben più ampio che racchiude anche lo sviluppo di una nuova tipologia di propulsori, è infatti made in Puglia anche il primo motore elettrico che non necessita di propellente a bordo e che genera spinta facendo uso dei gas residui presenti nelle orbite terrestri molto basse. Qui sta un’altra delle particolarità della nuova generazione di satelliti: rispetto alle orbite molto elevate di quelli tradizionali, questi viaggiano ad altezze decisamente inferiori. Il lancio, previsto nel 2019, posizionerà più satelliti su un’orbita a circa 500 km da Terra.

Non ci sarà solo l’azienda pugliese nello spazio, ma anche la D-Orbit di Como che a sua volta ha siglato un accordo con Ariane Space che ha scelto la tecnologia Ion, In Orbit Now, per posizionare nello spazio il gruppo di satelliti che sarà lanciato il prossimo anno utilizzando un lanciatore Avio costruito a Colleferro.

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