La nuova space economy e la politica spaziale

“Lo spazio rappresenta un settore strategico per il futuro. La Space Economy e la cooperazione internazionale ne sono la conferma, e tutte le nazioni del pianeta ne saranno coinvolte”. Lo sottolinea Simonetta Di Pippo, che è Direttore dell’Office for outer space affairs (OOSA) delle Nazioni Unite, l’ONU dello spazio: “Tutti gli stati membri hanno approvato una risoluzione per l’uso pacifico dello spazio, e una sostenibilità a lungo termine” – aggiunge la Di Pippo, che in passato ha svolto ruoli dirigenziali in ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e all’ESA europea, dove ha diretto il settore dei voli umani.
L’occasione per incontrarla è stata la firma, a Milano, di un protocollo d’intesa tra l’Università Bocconi e l’OOSA, per collaborare in attività di ricerca sui temi dell’economia dello spazio, in un’ottica di rafforzamento e informazione reciproca sulle aree di comune interesse, ma anche di impegno verso i paesi in via di sviluppo e la comunità spaziale: l’accordo sarà attuato tramite lo Space Economy Evolution Lab di SDA Bocconi, diretto da Andrea Sommariva, con l’ONU che collaborerà dando il suo contributo.
In base all’accordo, nell’ambito dell’attività di ricerca congiunta sul tema dell’economia dello spazio (uno dei quattro pilastri della Space2030 Agenda, che delinea il contributo dello spazio agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite), sarà prestata particolare attenzione all’integrazione delle tecnologie spaziali con le nuove tecnologie emergenti: “I pilastri di Space 2030 – precisa la Direttrice dell’OOSA – sono quattro. La Space Economy, per lo sviluppo commerciale ed economico dello spazio. La Space Society, dove si fa chiarezza sugli obiettivi da raggiungere, soprattutto nel settore dei satelliti applicativi, come quelli per telecomunicazioni, risorse terrestri, meteo, ecc, per un miglioramento della qualità della vita. Poi, l’accesso allo spazio per tutti i paesi, e la Space Diplomacy, dedicata alla cooperazione soprattutto nell’ambito dell’esplorazione del cosmo”.
La collaborazione tra le due istituzioni si concretizzerà anche nell’erogazione da parte della SDA Bocconi, con il sostegno di OOSA, di corsi accademici per la formazione di dipendenti pubblici, con particolare attenzione a quelli dei paesi in via di sviluppo: le materie dei corsi saranno quelle di competenza del SEE Lab e saranno in linea con il mandato e le attività in corso dell’Office for Outer Space Affairs (tra le altre, la promozione delle materie scientifiche e il progetto Space for Women dell’OOSA): “Abbiamo avviato un corso pilota, dal 2019, per esplorare le potenzialità e l’impatto di questa collaborazione, e se vi sarà la risposta da parte dei paesi interessati che ci aspettiamo, passeremo poi alla piena fase esecutiva. E faremo in parallelo ricerca sul valore della Space Economy – dice la Di Pippo – L’economia dello spazio si sta espandendo enormemente, con la partecipazione di un numero sempre crescente di attori. Lo scorso anno, sono stati lanciati un numero record di satelliti, e ci aspettiamo una crescita esponenziale nei prossimi anni. OOSA, l’unico organismo delle Nazioni Unite dedicato allo spazio al 100 per cento del suo mandato, è il centro di gravità di questo settore in rapida evoluzione e lavora per portare i benefici dello spazio a tutti, ovunque”.
“SDA Bocconi2 – aggiunge – con la creazione dello Space Economy Evolution Lab, è all’ avanguardia della ricerca accademica sull’economia dello spazio, esplorando come tradurre il consumo di risorse nella creazione di valore”. A proposito di cooperazione, avete avviato nuove iniziative? “Con la Cina- conclude – abbiamo lanciato un annuncio di opportunità e abbiamo ricevuto 35 proposte, che sono in fase di valutazione, per esperimenti da compiere sulla stazione spaziale cinese, che dovrebbe essere completata nel 2025, aperto a tutti”.

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