I caccia dell’Am porteranno in orbita i nanosatelliti

I caccia “Eurofighter” dell’Aeronautica militare italiana potranno essere utilizzati come piattaforme di lancio per nanosatelliti da immettere in orbite basse intorno alla Terra, intorno a 250 km d’altitudine, per compiti di osservazione del pianeta e telecomunicazioni. Un modo efficace, economico e rapido per mettere in orbita, direttamente dal territorio italiano, piccoli satelliti destinati a missioni non molto lunghe, grazie a lanciatori aviotrasportati, portati dapprima in alta quota dai jet militari italiani e, quindi, lanciati, con costi ridotti rispetto all’utilizzo di una piattaforma di lancio convenzionale, verso l’orbita di destinazione.

Per fare questo è stata firmata, oggi presso la sede dell’Aeronautica militare, una lettera di intenti fra l’Università degli studi ‘La Sapienza’ di Roma, il Cira, Centro italiano ricerche aerospaziali, il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, Sitael spa, azienda italiana specializzata nel settore dei piccoli satelliti e l’Aeronautica militare, per l’avvio di una collaborazione di ricerca e sperimentazione nel settore aerospaziale, in particolare per una serie di progetti finalizzati a sostenere lo sviluppo delle tecnologie di aviolanci di piccoli satelliti innovativi.

L’avvio della collaborazione, in accordo alle linee programmatiche della Difesa per una sempre maggiore collaborazione tra forze armate, mondo accademico, della ricerca ed industriale, si inquadra nel più ampio ambito delle iniziative di ricerca e sviluppo per l’accesso e lo sfruttamento della fascia aerospaziale, capacità intrinsecamente duale a protezione della collettività e degli interessi nazionali, che rappresenta uno dei pilastri della strategia dell’Aeronautica Militare in ambito aerospaziale. Quello del lancio di piccoli satelliti da piattaforme aeree, in particolare, costituisce un campo di ricerca ed approfondimento di forte interesse per la comunità scientifica internazionale, alla luce dell’evoluzione della tecnologia spaziale, sempre più orientata verso la miniaturizzazione dei componenti elettronici, e lo sviluppo di numerose applicazioni per piccoli satelliti, che si ritiene potrebbero diventare nel prossimo futuro assetti efficaci per diverse applicazioni spaziali, da quello dell’osservazione terrestre a quello, in continua evoluzione, delle telecomunicazioni.

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